La nuova “Miss padania” ha le idee chiare. In un articolo su “Il giornale” la diciottenne incoronata come la più bella  del “paese che non c’è” si toglie un sassolino dalle scarpe e si vendica del vecchio Senatur reo di non avere presenziato alla premiazione, bocciando in sol colpo la sua badante ed il suo figlio prediletto (se non altro per affinità intellettuali). La signorina dopo avere mostrato il tipico atteggiamento stacanovista dei grandi lavoratori leghisti  confessando“E’ stata una faticaccia, una settimana intera di prove su prove” ha, con grande coraggio, chiarito quali debbano essere i requisiti di una miss appartenente alla razza eletta ed in senso lato quale debbano essere le caratteristiche del perfetto padano in salsa ariana. Sulle contaminazioni ha le idee molto chiare “Se è miss Padania, non è giusto che partecipino i terroni” e ha rincarato “L’aspetto fisico conta. Una con i capelli, gli occhi neri e i caratteri mediterranei non c’entra proprio nulla con la Padania». La ragazzina non ha alcun dubbio, lei ha vinto perché  “sono bionda, chiara, ho i caratteri del Nord. Non ho i tratti mediterranei. Sono solare e ho tanta voglia di fare. Di raggiungere i miei obiettivi” (possibilmente senza dovere faticare più di una settimana di stressanti prove).

E le radici sono le radici,  anche per una ragazzina di diciotto anni “Per miss Padania bisogna avere le radici nel Nord. Niente padre terrone e magari la mamma settentrionale”.

Si duole della mancanza del Senatur ma forse avrebbero dovuto spigarle in quelle estenuante settimane di prove che la badante di Bossi, nata in Puglia non ha propriamente gli occhi azzurri ed i capelli biondi e che la trota con quel suo visino abbronzato ed i capelli riccioloni ha il padre padano e la mamma terrona.

Ma forse non è il caso di far stancare troppo le menti della futura classe dirigente della lega

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