Questi leghisti non smettono di stupirci. Secondo la loro logica alquanto originale, la difesa del proprio territorio passa attraverso lo sterminio di tutte le razze animali che possono risultare fastidiose alla vita normale delle personcine che non amano essere disturbate. Stanchi delle scacazzate dei gabbiani che volteggiano sulle vostre teste? Nessun problema ci pensa il consigliere regionale della Liguria  della Lega Nord, Francesco Bruzzone che qualche giorno fa ha proposto l’abbattimento dei poveri volatili. Avete paura che il vostro cestino da Picnic vi sia portato via dall’orso Yoghi? I leghisti hanno pronta la soluzione. Via i mammiferi, impallinati e serviti in una tipica abbuffata celtico-padana con birra a fiumi e rutto libero.

La gatta in calore vi tiene svegli di notte con i suoi fastidiosi miagolii o il cane vagabondo vi ha appena pisciato sul cerchione in lega del vostro fuoristrada? Nessun problema potreste prendere la doppietta e fare fuori i simpatici quadrupedi. E questo sempre grazie ai bravi leghisti così attenti a difendere la nostra terra dai miagolii, dai latrati e dalle paure. Così impegnati a costruire un mondo perfetto dove il senso della vita si può tranquillamente perdere nel silenzio del vuoto e nella noia della solitudine. E’ questo il mondo che i leghisti ci vorrebbero proporre, questa perfezione artefatta e finta, questo mondo di plastica. A questo sicuramente hanno pensato i consiglieri regionali del Carroccio del Friuli Vebnezia Giulia che hanno avanzato la proposta di inserire la fauna domestica inselvatichita nella lista degli animali cacciabili. Per buon pace della gattara veneziana che ogni giorno come le altre gattare sparse per la nostra Italia accudiva ai gatti randagi. Con buona pace della grande Anna Magnani che ogni tanto nascosta dietro ad un foulard girava in incognito da gattara  per le vie di Trastevere. Nannarella amava dire: “Io e la gente ci capiamo pochino, alle feste preferisco la solitudine, per riempirmi la serata bastano due gatti che giocano sul tappeto”. E la Magnani aveva avuto la fortuna di non conoscere i leghisti…   

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