I leghisti hanno una strana sindrome da sorriso dipendente dall’odio. Mettete una serata di festa per la promozione in serie B del Verona. Sarebbe sufficiente questo per rendere tutto gioioso e fonte di allegria. Ma il leghista ha bisogno del “nemico”, non riesce a sorridere se non viene evocato l’odio verso gli “altri”, che siano islamici, rom, clandestini, omosessuali… o terroni. E’ un vero e proprio limite all’istinto primordiale al sorriso di cui i leghisti sono soggetti. Il leghista senza odio non riesce a divertirsi.
Ed ecco che ci pensa l’allenatore, che per entare nelle grazie del potente di turno pensa bene di dileggiare la Salernitana, squadra (terrona ovviamente) battuta nella finale dei play off ed oggi tristemente sparita per fallimento dal Calcio Italiano. Non contento di tanto sfoggio di sportività l’allenatore intona il coro “Ti amo terrone” portando in visibilio il pubblico presente sugli spalti e facendo sbellicare della risate il Sindaco leghista Tosi.

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