Sarà presentato alla 67esima mostra di Venezia a settembre ma ha già  suscitato diverse critiche il nuovo film di Francesco Patierno “Cose dell’altro mondo”. Il film ha ricevuto il boicottaggio della lega, che ha cercato in tutte le maniere di ostacolare le riprese cinematografiche in Veneto. Cerchiamo di capire perchè. La trama è una grottesca parodia della sciagurata politica xenofoba della lega ed è incentrata intorno alla figura di un imprenditore di un’imprecisata cittadina del nord che porta avanti in maniera burlesca dalla sua televisione privata una campagna razzista finalizzata alla cacciata degli extracomuniytari dal comune. Il suo sogno si avvera. All’improvviso un giorno tutti gli immigrati spariscono e di colpo il paese e gli industriali devono fare il conto con la nuova realtà, che si rileverà ben più difficile di quanto avevano immagnato.
L’imprenditore, dalla retorica xenofoba e razzista, viene individuato come la macchietta di Giorgio Panto, l’ex proprietario di antenna3, e la famiglia minaccia querele. Il sindaco di Treviso, il leghista Gobbo, vieta alla troupe di girare in città, e poi si scatena contro il sindaco di Bassano del Grappa che autorizza le riprese. I leghisti piagnucolano, il consigliere regionale Nicola Finco sostiene chesi tratta dell’ennesimo tentativo di gettare del fango sul veneto.
Abatantuono ha le idee molto chiare sul fenomeno lega e sulla sua crescente avanzata e afferma, come riportato in un’intervista ad adnkronos:
«L’ho presa male. Mai avrei creduto che qualcuno prendesse sul serio questo tipo di atteggiamento. In Italia arrivano turchi, arabi, magrebini. Il mondo è giusto così e lo sarà sempre di più. Mi è spiaciuto veder crescere la voglia di stare da soli. Il nostro film, ancor più che il danno economico, racconta il vuoto emotivo che si aprirebbe, senza gli extracomunitari».

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