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Nell’ultimo mese il “Movimento Antilega” ha subito chiari ed evidenti attacchi che hanno avuto sicuramente l’obiettivo di sfiancarci e di demotivare le donne e gli uomini del nostro Movimento, nato e radicato in  rete da  oltre dodici anni.

Ci siamo posti la domanda retorica e forse provocatoria su chi abbia interesse a fermare la nostra voce. Forse la risposta la dovremmo cercare fra le poltrone romane dove saldamente sono ancorate le natiche degli emuli di Braveheart che, dimesso il pseudo gonnellino celtico, si trovano a proprio agio nei palazzi del potere. Forse dovremmo cercare proprio fra le stanze di quei Ministeri che dovrebbero tutelare i diritti dei cittadini e che invece sono diventati solo ed esclusivamente strumento di repressione e di censura.

E’ ormai chiaro che la nuova frontiera della libertà passa attraverso il web. Questo lo hanno capito bene anche coloro i quali temono il dissenso e dalle loro poltrone dorate cercano di mettere il bavaglio alle persone libere.

Verso la metà di luglio è stato di cancellato senza alcun preavviso o motivazione ufficiale  l’account su libero.it del nostro Movimento e di fatto è stato cancellato il blog dal quale facevamo sentire la nostra voce da oltre tre anni. Contemporaneamente con il blocco dell’account è risultato non più aggiornabile il sito storico del nostro Movimento, presente da ormai dodici anni in rete. Il sito compare ancora malinconicamente al vecchio indirizzo ma, di fatto, non può più essere modificato, aggiornato o cancellato dai nostri web master.

Il giorno 15 luglio abbiamo richiesto ufficialmente ai responsabili di digiland.it (in pratica i curatori della community di libero.it) le motivazioni della chiusura del nostro blog.

Dopo tre giorni abbiamo ricevuto questa laconica risposta “Buongiorno, in questa Community sono accettati tutti i blog relativi alla politica di qualsiasi orientamento a patto che non contengano materiale offensivo come nel vostro caso”.

Ci siamo chiesti quale materiale offensivo avremmo diffuso attraverso il nostro blog, ormai da tempo diventato un punto di riferimento e di riflessione per tante persone che non si riconoscevano nella politica delirante della lega nord.

Nel frattempo abbiamo attivato un nuovo blog su un server straniero, sperando che risulti meno sensibile alle richieste del potere di questa destra italiana liberticida. Su questo spazio abbiamo postato nuovamente gli articoli del vecchio blog, affinché la gente possa giudicare i veri contenuti delle nostre parole.

Nel contempo abbiamo preteso ulteriori chiarimenti ai gestori di libero.it chiedendo nello specifico quali sarebbero stati i presunti materiali offensivi presenti nel nostro blog. Abbiamo aspettato più di un mese prima di predisporre questo comunicato ufficiale, nell’attesa vana di una risposta ad una nostra legittima richiesta.

Nel frattempo  il 29 luglio ci arriva un messaggio dai gestori di facebook, i quali ci comunicano che a seguito di una “segnalazione” il nostro profilo personale risulta appartenere ad un’organizzazione e che, viola le linee guida del social network. Per evitare la cancellazione dell’account ci invitavano a modificare il profilo in “pagina”. Questa operazione viene immediatamente eseguita, perdendo, di fatto, molte opzioni che facilitavano la comunicazione con i nostri amici e sostenitori.

La richiesta appare alquanto bizzarra considerando che al momento risultano su facebook diverse centinaia di profili personali riconducibili alla lega nord, ma forse questi non risultano meritevoli di segnalazione.

Ancora più incomprensibile appare qualche giorno dopo la cancellazione del gruppo “Movimento antilega” che viene di colpo e senza alcuna giustificazione eliminato dal social network.

Qualche numero per rendere l’idea dell’entità dell’attacco della censura nei nostri confronti. In meno di un mese il nostro Movimento ha visto sparire il proprio blog con più di trecentocinquanta articoli e sessantamila contatti, il sito in rete da dodici anni, il profilo personale su facebook che annoverava il numero massimo di “amicizie” consentito (cinquemila contatti) ed il gruppo del Movimento (4500 membri). Al momento la nostra pagina su facebook conta quasi settemila sostenitori.

Ed a nome loro ci impegniamo a non arrenderci. A loro promettiamo che non saranno i bavagli a fermare la nostra voglia di far sentire la voce del nostro Movimento, sempre più scomoda, sempre più libera.

Ed indirettamente questa promessa giunga anche in via Bellerio.

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