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Il “giro della padania” fortemente voluto dalla lega a sancire la nascita della terra che non c’è ha già, prima ancora di partire, le prime contestazioni.

Ieri, in occasione della conferenza stampa di presentazione della corsa ciclistica in camicia verde, a Montecchio, un gruppo di manifestanti ha contestato apertamente gli organizzatori.

Questi i due video della contestazione:

Coraggioso anche l’intervento di Claudio Panarotto, un ragazzo di Montecchio durante la conferenza stampa del quale presentiamo il video:

Contemporaneamente sempre in occasione della tappa finale che concluderà il giro da Rovereto a Montecchio l’artista veneto Alberto Peruffo ha ideato l’”operazione transumanza” un evento artistico che al grido “non passa la menzogna” vuole lanciare un chiaro segnale nei confronti di chi vuole dividere l’Italia  e istigare all’odio ed alla divisione.

Artisti, writer, alpinisti, cittadini segneranno i 25 km del percorso della tappa con segnali inequivocabili che sull’odio e sulla menzogna non si costruisce nulla. Un modo elegante per ricordare che la “padania non esiste”.

Come spiega lo stesso Peruffo nel suo sito http://cross2road.wordpress.com/

Lo scopo dichiarato dell’opera-azione è di non dare giro alla menzogna, di non farla arrivare a destinazione, di bloccare in modo civile la corsa attraverso la scelta responsabile dei ciclisti ostruiti dalla forza evocativa dell’opera-azione e dalle modalità imprevedibili della sua esecuzione. In questa gara ciclistica (Il Giro della Padania) i ciclisti non troveranno sull’asfalto segni di incoraggiamento, ma segni di indignazione, primo fra tutti il silenzio dei morti che arroteranno. Centinaia di croci bianche (e altri inequivocabili segni) saranno disegnate sulla strada da una moltitudine incontrollabile di persone e di memoria; assembramenti di varia natura, spontanei e itineranti, nasceranno e transiteranno lungo il percorso. Saranno queste libere manifestazioni di segni e di voci ad agire sulla coscienza di chi ha deciso di correre o di fermarsi o di tornare indietro al bivio di Anghebeni dove sarà previsto uno degli assembramenti strategici. Ma la strada è lunga e complessa, 25 km di salita imprevedibile e, secondo le modalità ciclistiche, interamente disegnabile. Altri nodi strategici saranno costruiti. Un’opera d’arte chilometrica segnerà il cuore filiforme della Vallarsa creando un silenzioso urlo di arte civile contro lo smembramento messo in atto dalla politica nel 150° anno della celebrazione dell’Unità nazionale. Amici, alpinisti, artisti, escursionisti, Alpini, amanti della cultura , di gioia e di dolore,  racchiusa  nelle nostre montagne saranno chiamati a partecipare per non lasciare in mano ai falsificatori dei miti e della storia il nostro futuro. Sventolerà il tricolore e sarà alzata la voce per darla a chi non c’è l’ha più perché sepolto tra i tristi ossari di queste nostre violate montagne.

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