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Pennacchi, vincitore del Premio Strega con il libro “Canale Mussolini”, non è uno che va tanto per il sottile. Al leghista Zaia, che aveva rivendicato come senza i veneti la pianura pontina non sarebbe stata bonificata, Pennacchi, veneto di madre e figlio di quell’immigrazione, non ha avuto difficoltà a dire: “Luca Zaia? E’ uno stronzo se parla così, perché dimentica che i veneti nell’agro pontino sono stati come gli immigrati che arrivano oggi in Italia, con i buoni e con i cattivi”. E poi ha spiegato: “Zaia non capisce, che quella volta gli extracomunitari eravamo noi e che quelli che arrivano oggi in Italia sono esattamente come i veneti di allora, buoni e cattivi nella stessa misura. Sono più i veneti di oggi in giro per il mondo che gli immigrati che arrivano”.

Ogni tanto una lezione di storia non guasta, in particolre per rinfrescare la memoria   a quegli “stronzi” che vogliono privarci della nostra memoria e della nostra storia.

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