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I leghisti ci sono cascati nuovamente. Dopo i giubbotti made in Cina e gli investimenti in Tanzania la lega si conferma partito tanto ipocrita quanto populista. Urlatori all’occorrenza  quando devono raccattare voti nel nome della difesa dell’italianità e della padanietà non disdegnano di fare affare fuori dai confini nazionali anche e soprattutto con gli odiati “nemici” cinesi.
E così a Treviso il Comune a forte guida leghista ha deciso di comprare dodici autobus prodotti dall’azienda cinese “Xiamen King Long”, alla faccia delle aziende e dei lavoratori italiani.

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