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Nel numero odierno del giornalino leghista “Lapadania” campeggia in prima pagina una foto raffigurante tre antichi ceppi di confine con una scritta trionfalistica: “ECCO IL CONFINE CON L’ITALIA”.

Ci siamo chiesti se finalmente i leghisti avessero trovato le prove inconfutabili dell’esistenza del paese che non esiste, quello per intenderci che garantisce ai loro politici di sedere comodamente sulle poltrone romane.

La didascalia  ha invece alimentato alcuni dubbi sul loro effettivo equilibrio mentale e sulla qualità professionale dei giornalisti che scrivono sulle pagine del pittoresco giornalino.

“Un tempo i ceppi di confine segnavano il passaggio da uno Stato all’altro. A sinistra, il cippo del Regno Lombardo Veneto, al centro il segno distintivo del confine e a destra quello del Cantone dei Grigioni…”

Insomma si tratta di ceppi (le cui immagini, non certo di questi giorni, sono state abilmente scaricate da internet) di un vecchio confine fra il Cantone dei Grigioni ed il Regno Lombardo Veneto.

Ma l’ultima frase della didascalia è una vera e propria perla “A Sud del confine col Lombardo Veneto c’è l’Italia”. Vi invito a rileggerla con attenzione per capire il senso di una frase che non ha alcun senso. A sud del confine “col” Lombardo Veneto. Sarebbe interessante capire al confine di quale stato i giornalisti leghisti facciano riferimento.

Le ipotesi sono due. Prima ipotesi, la fantomatica padania è così evanescente che anche nelle contorte menti di chi deve elaborarne i confini risulta difficile identificarne il profilo. Ipotesi seconda, i leghisti si identificano con la Svizzera e anche se l’ultima frase rimane criptica, la loro vocazione antiitaliana troverebbe finalmente una ragione di esistere in un immediato espatrio nella terra del “nano” Bignasca.

Se invece, come probabilmente è successo, i giornalisti hanno voluto proporre ai propri lettori, che non si soffermano sui contenuti ne tanto meno sulla comprensione dell’italiano, una facile suggestione bisogna riconoscere che sono dei veri geni.

Ma in ogni caso hanno, di fatto, ristretto la loro padania, nazione tormentata da quando Bossi l’ha inventata.

Se hanno voluto dire che al sud del regno Lombardo Veneto c’erano i confini con l’Italia (frase lineare non troppo difficile da scrivere anche per dei mediocri giornalisti) hanno definitivamente riconosciuto che una buona parte del settentrione è “Italia”, per buona pace di qualche marchigiano che si sente padano.

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