Tag

,

Il fascio leghista Gentilini ha fatto una delle sue solite sparate. Omofobo dichiarato, xenofobo che non si vergogna di auspicare la soluzione finale per i “bambini zingari”, il vicesindaco di Treviso non ha mai nascosto la sua anima misogina.
A Volpago anni fa Gentilini spiegava cosa dire alle donne prima del voto: «Dirò loro di non fare l’amore col marito o col fidanzato se prima i loro uomini non saranno andati a votare. Le donne hanno un’arma eccezionale e anche quell’arma serve per conquistare Roma». Insomma nella mentalità tipica del fascista Gentilini vede ancora la donna come merce, come strumento di una sessualità da caserma.
Ed ecco che dopo l’ennesimo episodio di violenza sessuale a Treviso, lo sceriffo, avendo constatato che il molestatore non è di etnia rom o particolarmente “abbronzato” ha preferito minimizzare e ha dichiarato che si è trattato solo di una palpata arrivando ad affermare che una “pacca sul culo non è violenza”.
E l’ormai ottontanne leghista è arrivato a rimpiangere i tempi in cui di una “ragazzata” del genere si rideva.
Ricordando che il Codice Penale stabilisce senza alcun dubbio i termini della molestia e della violenza sessuale, vorremmo rivolgerci a tutti quei benpensanti che poco più di un anno fa avevano biasimato il lancio di carciofi nei confronti dello stesso Gentilini in occasione della Festa della Donna. La prossima volta inviteremo le donne a dare un buffetto al flaccido viso del fascistone, perchè tanto… una “pacca sul culo non è violenza”.

Annunci